di Stefano Meo
Un primo tempo da dimenticare, un secondo da incorniciare ma non è bastato. Il Lecce paga dazio a Udine – 3-2 il finale – al termine di una partita dai due volti, un passo indietro del quale nessuno sentiva il bisogno dopo tre risultati utili consecutivi.
La prima novità arriva dalla formazione: fuori Coulibaly dentro Helgason poi tutto come previsto. Dopo le schermaglie iniziali l’Udinese prende il comando delle operazioni: palleggio, possesso e fisicità relegano il Lecce al ruolo di sparring partner. Il primo gol arriva al quarto d’ora con Karlstrom che lascia sul posto uno svagato Veiga e trafigge Falcone sul suo palo. Il Lecce si affida ai lanci lunghi per bypassare il robusto centrocampo bianconero ma il pallone sbatte puntualmente sulla retroguardia udinese annullando qualsiasi iniziativa. Subìto il gol la squadra giallorossa sbanda e concede campo e occasioni all’avversario. Al 20’ Zaniolo colpisce l’incrocio dei pali e due minuti più tardi Davids tira a botta sicura dall’altezza del dischetto ma Falcone para in due tempi. Il Lecce è in apnea e subisce il raddoppio (37’): Atta si beve l’inguardabile Veiga e lancia Davids che di testa fa centro. Il senso della disperazione giallorossa lo fornisce Stulic al 43’ con un tiro impossibile da posizione improbabile poi terza occasione per l’Udinese che su fallo laterale manda in porta ancora Atta ma ci mette finalmente una pezza Veiga deviando in angolo.
La ripresa vede in campo una squadra ritrovata. Il Lecce decide che festeggiare Halloween in anticipo non è proprio il caso e alza i giri del motore costringendo i padroni di casa sulla difensiva. Banda e N’Dri avvicendano Helgason e Morente per mettere le bollicine alla manovra offensiva. Occasioni nessuna ma al 60’ Berisha confeziona un eurogol su punizione e firma la sua prima marcatura in serie A. Sei minuti dopo un evanescente Stulic lascia la scena a Camarda che non farà meglio poi è la volta di Maleh (70’) che sostituisce lo stesso autore del gol. E proprio il marocchino recentemente reintegrato per ‘buona condotta’ mette un pallone col contagiri sulla testa di Pierotti che spreca malamente. Gol sbagliato, gol subito. L’Udinese approfitta di un contropiede (80’) col nuovo entrato Bayo che innesca Buksa: pallonetto e gol con Falcone in uscita. La partita è praticamente finita ma c’è ancora tempo per un altro eurogol giallorosso. Ci pensa N’Dri con un tiro a giro da fuori area che si spegne alla destra di Okoye. Poi è davvero game over.
“Oggi abbiamo commesso troppi errori – l’ammissione di Eusebio Di Francesco – demerito nostro essere andati in svantaggio. Rispetto alla gara precedente ho cambiato un solo giocatore ma non da lì che deriva il risultato del primo tempo. In un buon momento per noi abbiamo subìto il 3-1 in ripartenza ed è stato un peccato perché come abbiamo visto i gol possono arrivare all’ultimo istante”. Martedì al Via del Mare arriva il Napoli campione d’Italia: “Contro il Napoli potrebbero esserci dei cambi – ha concluso – ma devo studiare questa gara al meglio e fare le opportune valutazioni”.
UDINESE (3-5-2): Okoye, Goglichidze, Karlström, Davis (1’ st Buksa), Zaniolo (15’ st Bayo), Kamara, Atta, Kabasele, Solet (15’ st Bertola), Ekkelenkamp (31’ st Piotrowski), Zanoli (41’ st Ehizibue). A disposizione: Sava, Padelli, Lovrić, Zarraga, Gueye, Palma, Zemura, Miller, Rui Modesto. Allenatore: Kosta Runjaić
LECCE (4-3-3): Falcone, Gaspar, Morente (1’ st Banda), Štulić (21’ st Camarda), Berisha (32’ st Maleh), Helgason (1’ st N’Dri), Veiga, Ramadani, Gallo, Tiago Gabriel, Pierotti (41’ st Sala). A disposizione: Früchtl, Samooja, Ndaba, Siebert, Kouassi, Coulibaly, Pierret, Kaba. Allenatore: Eusebio Di Francesco
RETI: 16’ Karlström, 37’ Davis, 59’ Berisha, 89’ Buksa, 96’ st N’Dri
ARBITRO: Feliciani sez. di Teramo
ASS. Vecchi/Moro

