di Stefano Meo

Sei mesi dopo si ritrovano per cercare reciproche certezze. Lazio e Lecce saranno di nuovo di fronte dopo quel 25 maggio che registrò la salvezza ultraterrena dei giallorossi contro un avversario più forte tecnicamente, in superiorità numerica, che fece ben 26 tiri in porta senza successo. I biancocelesti hanno conquistato 10 punti all’Olimpico su un totale di 15 ma sono penalizzati dalla contestazione dei tifosi e da alcune assenze importanti, giallorossi più prolifici fuori casa alla ricerca del terzo risultato utile consecutivo.

“ Abbiamo fatto un ottimo lavoro sugli aspetti da migliorare e su quelli rispetto ai quali va data continuità – le parole di Eusebio Di Francesco – chi è tornato dagli impegni in nazionale sta bene e sono tutti a disposizione compreso Camarda che ha usufruito di due giorni di riposo. Valuterò se può essere della partita”. Assenti gli infortunati Jean, Marcwinski e Pierret che lamenta una lesione muscolare gli unici dubbi riguardano la presenza di Stulic dal primo minuto e l’eventuale utilizzo di Sottil al posto di Banda. Di fronte, da avversari, si ritroveranno i giallorossi Ramadani e Berisha ed il biancoceleste Hysaj compagni nella nazionale albanese.

La Lazio cerca un risultato positivo scacciacrisi, il Lecce non ha nulla da perdere e questo è già un vantaggio: “Una squadra con un ottimo allenatore – ha continuato DiFra – in avanti ha esterni imprevedibili, non hanno realizzato tantissimi gol ma producono molto gioco. Dobbiamo fare una grande partita difensiva per poi riproporci in chiave offensiva”. Trasferta vietata ai tifosi senza tessera, si prevede una presenza limitata di supporters salentini mentre la curva nord laziale è decisa a mettere in atto uno sciopero contro la società che, nella precedente gara contro il Cagliari, ha impedito alla nipote del tifoso Vincenzo Paparelli di scendere in campo per celebrare la tragica scomparsa del nonno avvenuta il 28 ottobre 1979 colpito da un razzo sparato dalla curva opposta. In compenso sarà presentata la nuova mascotte, un’aquila ‘testa bianca’ che però dovrà essere addestrata. “Dispiace non avere un pubblico così caldo per tanti motivi – ha concluso il tecnico – anche perché per loro vivere la partita allo stadio è molto importante”.