di Stefano Meo

Il Lecce affonda nel Tevere, la Lazio centra la terza vittoria consecutiva e recrimina per un punteggio finale troppo stretto. Finisce 2-0 all’Olimpico al termine di 97’ nel corso dei quali i biancocelesti di casa hanno fatto la voce grossa contro un avversario mai in partita dopo i ‘miracoli’ di Falcone e due pali che hanno evitato un risultato tennistico. Mister Di Francesco ha rivoltato la squadra come un calzino, ha dato fondo a tutte le risorse della panchina, senza riuscire a dare concretezza ad una manovra lenta, asfittica, e limitata tecnicamente.
Novità di formazione la presenza di Camarda e Sottil dal primo minuto. Partenza scontata dei padroni di casa grazie ad un palleggio efficace che mette subito in difficoltà la formazione giallorossa ma, ironia del calcio, è proprio il Lecce a fare gol in un ribaltamento di fronte con Sottil (6’): calcio in area, il pallone sbatte sulla schiena di Isaksen e finisce in rete. Il VAR annulla però per un precedente fallo dello stesso Sottil.
Poi spazio al monologo laziale. La squadra di Sarri occupa il centro del campo e costringe il Lecce a rintanarsi nella propria area di rigore. Al minuto 26 Falcone (fischiato a lungo per la sua fede romanista) compie il primo miracolo salvando di piede su Dia. Il gol è nell’aria ed arriva tre minuti dopo (29’) con Guendouzi che colpisce di controbalzo, in solitudine, un assist di Basic. Chi si aspetta la reazione del Lecce e, peggio ancora l’intervento soprannaturale del 25 maggio scorso che regalò la salvezza, rimane deluso perché la Lazio rimane padrona del campo e costringe Falcone al miracolo numero 2 della serata con un intervento kamikaze sui piedi di Basic.
Nella ripresa Di Francesco inizia le alchimie tattiche e tecniche nel tentativo, vano, di colmare l’handicap. Fuori Camarda e Berisha dentro Stulic e Banda che si posiziona a sinistra con Sottil spostato a destra e Morente alle spalle dello stesso numero nove. Un 4-4-2 in buona sostanza. La notizia della serata arriva qualche minuto dopo: il Lecce si fa vedere dalle parti di Provedel ma rimedia solo un inutile calcio d’angolo. La Lazio riprende allora a macinare gioco, al 51’ fa gol con Dia ma il VAR annulla (adottando lo stesso metro di giudizio per il gol di Sottil) per un precedere fallo su Tiago Gabriel. Il Lecce vaga per il campo, La Lazio gioca e prova a fare gol ma Falcone vince il suo personale derby con due altri interventi importanti. Al minuto 63’ comincia il delirio tattico giallorosso: Sottil lascia il posto a Pierotti che si posiziona dietro Stulic con Morente a destra. Dopo appena 8’ l’argentino torna ancora a destra con Morente che a sua volta si riposiziona dietro il centravanti che nel frattempo non ha toccato neanche un pallone.
La Lazio colpisce allora due pali in 2” con Guendouzi e Zaccagni poi Coulibaly e Morente escono per Kaba e Ndri e Pierotti torna dietro Stulic. Il finale vede i giallorossi impegnarsi per colmare un gap tecnico incolmabile ed il recupero XXL (7’) premia la Lazio che fa ancora centro col neo entrato Noslin fissando il punteggio sul 2-0 finale. Poi, finalmente, è game over.
LAZIO (4-3-3): Provedel, Pellegrini (75 Lazzari), Guendouzi, Zaccagni, Romagnoli, Isaksen (82’ Pedro), Dia (87’ Noslin), Basic, Cataldi (1’ st Vecino), Gila (87’ Patric), Marušić. A disp: Mandas, Furlanetto, Nuno Tavares, Belahyane, Hysaj, Provstgaard. All.Sarri
LECCE (4-2-3-1) Falcone, Gaspar, Morente (76’ N’Dri), Berisha (1’ st Banda), Veiga, Ramadani, Camarda (1’ st Štulić), Sottil (63’ Pierotti), Gallo, Coulibaly (76’ Kaba), Tiago Gabriel. A disp. Früchtl, Samooja, Ndaba, Siebert, Sala, Pérez, Helgason, Kouassi, Kovac, Maleh. All. Di Francesco.
ARBITRO: Arena sez. Torre del Greco (Mastrodonato/Luciani)
RETI: 29’ Guendouzi, 95’ Noslin.

