di Stefano Meo
Seconda sconfitta consecutiva per i giallorossi che, dopo essere stati asfaltati dalla Roma in casa, perdono anche a Cagliari (1-0) contro un avversario in palla privo di quattro titolari (Carlos, Nzola, Borrelli e Mina) che avrebbe meritato un punteggio più largo per occasioni e mole di gioco. Sull’altro piatto della bilancia un rigore reclamato dal Lecce nel finale, sul risultato di 1-0, ma né arbitro né Var né guardalinee (ormai ridotti al ruolo di figuranti) hanno ritenuto opportuno intervenire.
Pronti via e si capisce subito che il Cagliari vuol portare a casa l’intera posta ma è di Stulic, all’8’ la prima vera occasione della partita. Il serbo ha lo specchio di porta davanti a sé ma calcia il pallone in curva. I sardi avvertono il campanello d’allarme e cominciano a macinare gioco, Maldini (13’) si beve Gaspar (prova disastrosa) e si presenta davanti a Falcone che sventa grazie anche ad una deviazione. Il Lecce stenta nella manovra, il Cagliari è superiore in tutte le parti del campo ed al minuto 29’ centra il bersaglio con Maldini su azione d’angolo. L’attaccante rossoblu in splendida solitudine ha tutto il tempo di posizionarsi, saltare, colpire e mandare il pallone alle spalle di Falcone con la complicità di Gaspar che nel frattempo era andato al bar. Un film visto troppe volte.
Nella ripresa Di Francesco prova a cambiare le carte in tavola con un nuovo modulo (4-2-3-1). Fuori il disastroso Ngom (“è il sostituto naturale di Ramadani” aveva detto qualcuno poco avvezzo alle cose calcistiche…) dentro il neo acquisto Fatah, Monteiro si posiziona alle spalle di Stulic ma non cambia nulla perché il Cagliari è padrone del campo e costruisce azioni non finalizzate per imprecisione, Falcone e pali. Al 64’ è ancora Maldini a sfiorare il raddoppio colpendo il palo su punizione. Allora DiFra raschia il fondo del barile: fuori Gaspar, Ilic e Monteiro (66’) dentro Siebert, Maleh e Ndri. I giallorossi si riversano in massa in avanti aprendo il fianco alle ripartenze sarde ed all’82’ il baby Sugamele ha l’occasione giusta ma Falcone salva, poi ci prova Adopo (86’). I 6’ di recupero registrano un possibile rigore in favore del Lecce per fallo di Gagliardini su Ndri: nel contrasto in area il rossoblu non prende mai il pallone ma allarga la gamba e manda per le terre l’attaccante salentino. L’arbitro dorme, il Var è chiuso per ferie e tutto finisce in un nulla di fatto. I sardi aggiungono con merito tre punti alla loro classifica, al Lecce rimangono i problemi di sempre: attacco fantasma, difesa mal posizionata e centrocampo bravo solo nel palleggiare alla moviola con passaggi all’indietro e lanci nella terra di nessuno. Così non si va da nessuna parte.
“Vinti pochi duelli, persi tanti contrasti e se vogliamo salvarci non posiamo concedere così tanti tiri – la parole di Eusebio Di Francesco nel dopo gara – il Cagliari ha meritato di vincere questa partita. Al di là dell’aspetto difensivo dobbiamo giocare meglio il pallone e sbagliare meno, troppi errori gratuiti, abbiamo sbagliato troppe situazioni facili anche nel rinviare la palla, troppo remissivi, impauriti, e ci facciamo male da soli”.
CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile, Zé Pedro, Romano, Winks, Adopo, Fazzini (61’ Felici)(74’ Gagliardini), Deiola, Rodriguez (66’ Kofler), Mendy (74’ Sugamele), Obert, Maldini (66’ Fadera). A disp. Sherri, Radunović, Ciervo, Aurelio, Liteta, Akarakiri, Sulev, Grandu, Massolin. All. Pisacane.
LECCE (4-3-3): Falcone, Gaspar (66’ Siebert), Štulić, Veiga, Ilić (66’ Maleh), Gallo, Coulibaly, Tiago Gabriel, Pierotti (82’ Berisha), Ngom (1’ st Fatah), Monteiro (66’ N’Dri). A disp. Bleve, Penev, Dembélé, Ndaba, Fofana, Gandelman, Jean, Esteban, Gorter, Scott. All. Di Francesco
ARBITRO: Sacchi sez. Macerata (Costanzo/Luciani)
RETE: 29’ Maldini
