di Stefano Meo

Certe notizie, o presunte tali, compaiono, fanno giri strani, poi ricompaiono e tutti, nessuno escluso, le ripetono senza verificarne la reale attendibilità. Accade da molti anni a questa parte nella guerra israelo-palestinese ma anche il calcio non è da meno.
‘Corvino lascia il Lecce’ è il mantra che riecheggia in queste ore tra i tifosi con ipotesi fantasiose sui presunti motivi ‘Vuole stare con i nipotini’, ‘E’ stanco’, ‘Si ferma per un po’, poi riprende’ senza chiedersi da dove venga questa presunta volontà o necessità. Già perché il diretto interessato che fino a qualche settimana fa parlava da Padre-Padrone della società, fresco di un rinnovo triennale dicono molto remunerativo, non ha mai detto nulla in proposito, non ha rilasciato nessuna dichiarazione, nessuna intervista. Solo chiacchiere da bar contrabbandate come notizie che, peraltro, la società non ha confermato.
I tifosi hanno la memoria corta ma con certi giornalisti (o presunti tali) è anche peggio. La stessa identica situazione si era verificata al termine della passata stagione e fu lo stesso presidente Sticchi in una intervista a fine mercato invernale a rivelarlo. Concluso il campionato con la salvezza, mister Giampaolo era andato via sbattendo la porta malgrado un altro anno di contratto, Corvino era scomparso dai radar adducendo le stesse motivazioni oggi in prima pagina poi la retromarcia, il ripensamento ed il rinnovo contrattuale nei mesi scorsi a proposito del quale, credendo di parlare alle pecore, disse: “Non sapevo nulla, è stata una iniziativa del presidente” come se un contratto possa essere depositato senza la firma dei contraenti…
Ora, dopo la quarta salvezza consecutiva, quando ci sarebbe da raccogliere quanto seminato in questi anni va in scena il secondo atto di questa Commedia dell’Arte sostenuta e supportata dai soliti amici fidati lesti e bravi nel sollevare il polverone. Il presidente Sticchi tace, tutta la società tace, il diretto interessato tace, parlano solo i media ma è più lecito chiedersi perché inscenare un pantomima del genere? L’iter agonistico dei giallorossi è stato travagliato e incerto fino alla fine. Molte le critiche ricevute sui social per la modestia tecnica della squadra e tutte indirizzate verso il Direttore dell’Area Tecnica che, bisogna anche dirlo, se avesse avuto un budget degno di questo nome avrebbe fatto sicuramente meglio. Ma il calcio va così. Conoscendo il personaggio le critiche potrebbero averlo ferito e visto il precedente questa sceneggiata sarebbe solo un espediente per aumentare i consensi e poi riprendere da dove si era lasciato. Ai posteri l’ardua sentenza.

