di Stefano Meo

foto credits: US Lecce

Una figuraccia. Esordio di campionato amaro al Via del Mare per i giallorossi che rimediano una lezione di calcio dalla Roma formazione di caratura superiore certamente ma che ha passeggiato per 90’ oltremisura, realizzato quattro gol, e costruito una quantità industriale di palle gol che se fossero andate a buon fine avrebbero umiliato ancora di più la formazione di casa.

Il risultato finale non fa una piega complice la pochezza tecnica e tattica di una squadra che la settimana precedente aveva illuso i più sprovveduti con una vittoria a Venezia. Il primo errore della partita lo commette Di Francesco schierando cinque difensori, quattro centrocampisti ed un solo attaccante per contenere in cuor suo le sfuriate romaniste ma dopo appena 20’ la linea Maginot di ricotta ha già subito tre gol e la partita è finita prima ancora di cominciare.

In cima alla lista dei ‘non pervenuti’ Gaspar che provoca la prima marcatura dopo appena 4’ complice un disimpegno errato sul quale si avventa con successo Malen. La Roma non si è sprecata più di tanto. Costantemente padrona del campo palleggia in sicurezza e quando decide di affondare sono dolori per la retroguardia leccese. Di ripartenze neanche a parlarne perché nascono e si concludono nello spazio di pochi metri nella trequarti avversaria dove i centrocampisti capitolini non hanno difficoltà a togliere ogni velleità offensiva all’avversario diretto. L’unica distrazione della squadra di Gasperini arriva al 38’: Pierotti innesca Guebbels che si ritrova a tu per tu con Svilar. Il tiro senza cattiveria centra il portiere che sventa l’unica occasione della partita.

Nella ripresa l’assetto tattico cambia ma non la partita perché si ricomincia esattamente da dove si era lasciato: Roma padrona del campo e Lecce in affanno, senza identità, a rincorrere l’avversario per tutto il terreno di gioco. Al 50’ Malen sfiora il quarto gol poi si infortuna Guebbels al suo posto a Stulic che aggiungerà un’altra prova inconcludente alla già lunga lista. Minuto 58’ è Wesley a sfiorare il gol con una bella girata. L’unica reazione del Lecce si concretizza in una confusa azione nell’area romanista conclusa con palo colpito a Svilar battuto.

La Roma fa poker al 66’ con un gol di Mora, assist di Mancini, che supera Falcone senza difficoltà. Al 72’ mossa della disperazione di mister Di Francesco con l’inserimento di Ilic (non giocava da marzo scorso) e Fatah che non aggiungeranno nulla a quanto già visto. Ma nel frattempo lo stadio ha già iniziato a svuotarsi, i tifosi lasciano i loro posti a testa bassa senza commentare né tantomeno protestare o contestare. La delusione è troppa, la mortificazione ancora di più.

“Mi assumo tutta la responsabilità di questa sconfitta – le parole di Eusebio Di Francesco – la Roma ci ha sovrastato e noi ci abbiamo messo del nostro regalando gol. Nulla è andato per il verso giusto e, a differenza di Venezia, siamo mancato un po’ dappertutto. Il mercato non è ancora finito e dobbiamo essere pronti a cogliere le occasioni nelle ultime ore”. Forte e chiaro il messaggio a DS e società.

 

LECCE: Falcone, Ndaba, Gaspar, Siebert, Veiga, Gorter (1’ st Maleh), Coulibaly, Tiago Gabriel (1’ st N’Dri), Pierotti (72’ Fatah), Geubbels, Ngom (72’ Ilić). A disp. Bleve, Penev, Dembélé, Fofana, Štulić, Berisha, Gandelman, Esteban, Gallo, Scott, Laerke. All.Di Francesco.

ROMA: Svilar, Cristante, Malen (67’ Castro), Kone (67’ Pisilli), Soulé (60’ Mora), Dybala (84’ De Roon), Hermoso, Mancini, Wesley (60’ Molina), Lulli, Ghilardi. A disp. De Marzi, Gollini, Koulierakis, Balerdi. All. Gasperini

ARBITRO: Chiffi sez. Padova (Imperiale/Cecconi)

RETI: 4’ e 23’ Malen, 25’ Soulè, 65’ Mora