Deludente ripresa del campionato al “Via del Mare” il giorno di Pasquetta, il Lecce ha subito una brutta sconfitta dall’Atalanta alla 31ma giornata, in avvio di volata per la salvezza. Terza sconfitta di seguito, evidente però l’involuzione dei giallorossi, la prestazione sottotono ha tradito un atteggiamento spento, sia dal punto di vista agonistico che mentale. Deludenti molti giallorossi, anche la difesa ha concesso spazi agli orobici illuminati da De Ketelaere, a segno con Scalvini, l’ex Krstovic, che non esulta, si scusa e bacia il terreno di gioco, e Raspadori. L’Atalanta di Palladino continua a scalare la classifica in cerca di un posto nelle coppe europee, meritando la vittoria.

Nel Lecce deludenti Fofana, Cheddira, Ngom, in parte anche Ramadani. Più attivi Banda e Pierotti, mentre la difesa è apparsa un po’ distratta nelle ripartenze dei bergamaschi, si salva solo il solito Falcone. La situazione in classifica rimane difficile, le sconfitte di Cagliari e Cremonese avevano aperto la strada ad un possibile slancio del Lecce, anche un punto in più avrebbe dato coraggio al gruppo. Considerando Verona e Pisa quasi retrocesse, la lotta rimane aperta tra Lecce, Cremonese e Cagliari, escludiamo la Fiorentina ormai in netta ripresa, tentenna ancora il Genoa, ma confidiamo nella tenacia del tecnico De Rossi che riuscirà a spronare i rossoblù nelle ultime sette gare.

Nell’ambiente giallorosso, da tempo si danno per scontate le vittorie negli scontri diretti contro Verona, Pisa e Genoa, gli eventuali nove punti potrebbero bastare per acciuffare la salvezza. E se queste vittorie annunciate non dovessero arrivare. Adesso c’è il Bologna al “Dall’Ara”, squadra insidiosa, ma in calo rispetto alle ultime due stagioni ai vertici del torneo. Mister Italiano sta cercando di riportare i felsinei nel gruppo delle grandi, la vittoria a Cremona ha permesso al Lecce di rimanere agganciato al treno della speranza. Il Bologna è una squadra equilibrata e solida, con Freuler, Ferguson (squalificato), Moro, il giovane Cambiaghi, Pobega, Castro, il ritrovato Bernardeschi, Orsolini, Lucumi, Mirante, Odgaard e Dallinga, all’andata finì 2-2, ma i rossoblù non erano in forma. Da seguire anche Cagliari-Cremonese, scontro diretto importante. “Bisogna cercare di resettare la brutta sconfitta” così mister Di Francesco, ci vuole un altro Lecce.

Infine, una postilla è inevitabile sul calcio italiano in crisi, il sistema va rifondato, l’eliminazione dai Mondiali per la terza volta di fila evidenzia una profonda emergenza strutturale, forse un ritorno al campionato a 18 squadre potrebbe essere il primo tassello per ricominciare, una maggiore valorizzazione dei giovani, che brillano fino all’under 21 e poi non fanno il salto di qualità è il secondo passo da fare. Paradossalmente, il Lecce già un po’ fuori da certi schemi consolidati, potrebbe trovarsi avvantaggiato da una riforma annunciata da tempo, ma mai applicata fino ad oggi.

Stefano Bonatesta